Liberamente tratto da “Il lavoro culturale” di Luciano Bianciardi

Regia Guido Targetti 
 Con: Pietro Begnardi, Eleonora Guelfi, Caterina Rossi, Guido Targetti, Francesco Tozzi

Un regista preso dalle sue idee “innovative e geniali”; uno scrittore in crisi esistenziale ed artistica che si ritrova a dover collaborare con lui; un giovane attore ambizioso; una giovane attrice in cerca di considerazione; una donna che dalla sua città non è mai partita e chissà, forse questo film potrebbe essere l’occasione che ha sempre atteso; una coreografia che apre squarci spazio – temporali e trasporta i nostri in un viaggio attraverso i secoli.


E infine, la Maremma, la sua storia e il suo territorio celebrati in un vero e proprio spettacolo liberamente tratto da una delle opere più significative del nostro scrittore, Luciano Bianciardi, del quale l’anno prossimo ricorrerà il centenario dalla nascita. Il tutto in puro stile Confine Zero, lavorando all’interno dello spazio che ci è stato assegnato e donandogli qualcosa in più, trasportando il pubblico in un’atmosfera sognante e immaginifica. Bianciardi, nel suo Il lavoro culturale, loda il cinema come moltiplicatore di possibilità narrative, ritenendolo uno strumento di divulgazione fondamentale. La figlia del tempo nasce proprio da qui, dalla voglia di riportare al pubblico, tramite il Teatro, lo spirito dell’opera di un autore così ben inserito nel suo contesto e nel suo tempo da risultare ancora lluminante ai giorni nostri.

Last but not least, gli etruschi: questo popolo così misterioso e affascinante, che si pone all’inizio della storia della Maremma e sta, come una fonte ispiratrice, a guidare le intenzioni e la poetica di Luciano Bianciardi ma anche di altri autori, come Morbello Vergari, Alfio Cavoli, Guelfo Civinini e molti altri.