Molto dolore è meglio di poco amore

Cos’è l’amore?

L’uomo se lo chiede dall’inizio dei tempi. Ma l’amore è sempre sfuggevole, forse perchè composto da diverse sostanze che si accavallano e si separano come protoni e neutroni all’interno di un atomo.

E i giovani?

Cosa ne pensano dell’Amore? Quali sono le opinioni, i gesti, le abitudini, le reazioni dei giovani d’oggi di fronte all’esplodere del sentimento amoroso dentro di loro?

Crediti

regia
Guido Targetti
DRAMMATURGIA
Francesco Tozzi
COSTUMI
Giulia Balbi
CON
Pietro Begnardi
Caterina Rossi
Rachele Spinozzi
Guido Targetti
Francesco Tozzi

Progetto Finanziato dal Consiglio Regionale della Toscana
In Collaborazione con il Comune di Civitella Paganico
LO SPETTACOLO

Nel III sec. d.C. , un ignoto scrittore – oggi comunemente chiamato Longo Sofista – dette vita al primo romanzo della storia della letteratura mondiale: Dafni e Cloe.

Il classico greco ruota intorno a un tema universale: la scoperta dell’amore. All’interno del libro è infatti descritta quella che oggi si suole chiamare la loro “prima volta”. 

Longo Sofista (o chi per lui) traccia un ritratto preciso, immortale, universale dei due giovani alle prese col sentimento amoroso e di tutti i soggetti che possono ruotare attorno a loro: amici, amiche, signore ben disposte a “svezzare” il giovane amante, loschi figuri pronti ad approfittare della purezza delle fanciulle. 

IL PROGETTO - Uno spettacolo immersivocheraccontailpaese

Selezionato dal Consiglio Regionale della Toscana per il bando RI-Generazione Toscana 2022-2023 (LINEA 3 – Promozione e realizzazione di progetti di aggregazione giovanile). In collaborazione con il Comune di Civitella Paganico.

Dafni e Cloe non è un adattamento del romanzo nè un semplice spettacolo, bensì un progetto di ricerca sulle urgenze dei giovani che abitano paesini di provincia, sui loro sogni, le loro rivendicazioni, le loro speranze. 

Proprio dai racconti dei ragazzi dei borghi del Comune di Civitella Paganico – e di chi ragazzo lo è stato – è nata, a poco a poco, la drammaturgia. La tradizione è quella del teatro partecipato, dove la comunità si rappresenta mettendosi al centro di una storia che ha tratti universali. Tutto ciò viene amplificato dalla modalità immersiva e itinerante dell’allestimento. 

Lo spettacolo è un viaggio sospeso tra ieri e oggi che vive nel luogo che racconta: il paese intero, non più spazio alienante, ma ricco di spunti vivi, originali, divertenti e inaspettati.

SINOSSI

Da’, Clo’, Fra, Cate e Pit. Cinque ragazzi che – dieci anni dopo una festa d’estate dove “è successo un macello” – si ritrovano nel loro piccolo paese.

C’è chi è partito e chi è rimasto, chi non è più tornato e chi ha deciso di farlo spinto da una forza più grande di lui. Sarà tutto cambiato? Oppure tutto è rimasto come prima, simile alle pietre del paese, che guardano imperterrite il tempo che passa senza mutare mai? L’amore giovane e la rassegnazione degli adulti a vivere la vita; la forza giovanile nel guardare al futuro immaginando. E poi il paese. Ieri. Oggi.

 

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