A tu per tu con il grande cinema
Cosa sta dietro ai grandi capolavori del cinema italiano? Quasi sempre, storie bieche di necessità e compromessi che però sono magicamente andate a creare qualcosa che prima non c’era e che è rimasta per sempre nei cuori e nella mente di un intero pubblico, a volte per generazioni.
IL TEATRO INCONTRA IL CINEMA
Portare il cinema a teatro non è semplice.
E poi, in fondo, perché? Un film ce lo possiamo godere senza che uno spettacolo si frapponga tra noi e lo schermo.
Difatti, quello che il format propone è una piacevole “chiacchierata” col pubblico, intervallata da proiezioni di interviste, letture, brani del film o di altre pellicole che al film sono legate per raccontare il capolavoro da un punto di vista differente: quello dissacrante e cinico, contestuale al periodo in cui il film è stato pensato, scritto, girato e messo nelle sale.
A risaltare è l’aspetto artigianale, umano del processo creativo: la povertà dei registi del neorealismo e le osterie che facevano credito a loro e ai pittori
nell’immediato dopoguerra, quando uscirono, nel giro di pochissimo tempo pellicole immortali come Roma città aperta, Ladri di biciclette, Sciuscià; la voglia di farcela di Fellini e la rocambolesca avventura del suo primo lungometraggio Lo Sceicco Bianco; l’azzardo di un grande regista come Mario Monicelli, che propone, come protagonista della sua nuova commedia (dal titolo I soliti ignoti) l’attore tragico per eccellenza, Vittorio Gassman; la fatalità di un incontro che da’ vita alla creazione di Per un pugno di dollari; la relazione profonda tra Marlon Brando e Bernardo Bertolucci in Ultimo tango a Parigi; l’assoluta dirompente novità di Nanni Moretti in Io sono un autarchico.
A TU PER TU COL GRANDE CINEAM
Attraverso un percorso che parte dallo studio profondo di un’opera cinematografica il format intende mettere la lente di ingrandimento su un’epoca – che molti, nel pubblico, hanno vissuto in prima persona – partendo non dal valore estetico del film ma empatico, popolare, nel quale anche chi di cinema non è appassionato possa riconoscersi e dove il cinefilo possa trovare ottimi spunti per osservare un prodotto da un altro punto di vista, intervenire, fare precisazioni.
Perché di un film non solo non si sa mai abbastanza, ma si raccontano anche storie molto diverse. D’altra parte, chi fa il mestiere dell’Arte, scrive sull’acqua.