Nel 405 a.c., in piena guerra del Peloponneso, i grandi personaggi della città di Atene scompaiono uno dopo l’altro. Aristofane, allora, scrive una commedia dove Dioniso, il dio del teatro, decide di rispondere a questo momento di crisi scendendo nell’Ade per riportare in vita un grande personaggio che possa rimettere l’umanità sulla retta via. Nel nostro adattamento, alla struttura comica del testo originale, si affianca un lavoro sul tema profondo della nostalgia: «Cos’è che vorremmo riportare in vita? Cosa vorremmo che si salvasse, che non svanisse mai, standoci sempre accanto?»; ci siamo permessi la licenza poetica di affiancare a Dioniso personaggi altrettanto grandi della tradizione greca, come la sacerdotessa di Apollo, Cassandra, fondamentale punto di riferimento nella discesa agli inferi di Dioniso, alle prese non solamente con l’ossessione di centrare il proprio obiettivo, ma anche e soprattutto nel fronteggiare un mondo in completa decadenza, dove le distrazioni (come i social) regnano sovrane, dove l’unico valore pare la ricerca del successo, e in cui i grandi esempi e punti saldi di un’epoca remota paiono essere scesi definitivamente nell’Ade dai loro autorevoli piedistalli.

Riuscirà Dioniso a compiere la sua missione?

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